Abramis brama

Caratteristiche: scaglie di medie dimensioni in numero di 50-60 lungo la linea laterale, la pinna dorsale ha origine di poco posteriore all’inserzione delle pinne ventrali e presenta 9-10 raggi divisi; la pinna anale ha base lunga più del doppio della base della pinna dorsale. I raggi della pinna anale sono 24-31; la pinna caudale è forcuta. I denti faringei sono disposti su una sola fila.

Descrizione: la forma dell’abramide è caratteristica con un corpo molto alto, inarcato e compresso lateralmente; la bocca è piccola, protrattile con la mascella inferiore più corta di quella superiore; il ventre è carenato, quasi di forma appuntita. La colorazione è da grigia a bruna sul dorso, argentea o bronzea sui fianchi e nella regione ventrale; le pinne sono grigie. Durante il periodo della frega la base delle pinne ventrali e di quella anale assume tonalità rossastre e i maschi sfoggiano tubercoli nuziali.

Pesce Abramide

Biologia: l’abramide è distribuita nell’Europa centrale ed orientale, dal nord dei Pirenei agli Urali, assente in Spagna, Scozia e Scandinavia. In Italia è una specie alloctona. Frequenta le acque a lento corso, profonde e ricche di vegetazione del tratto terminale dei fiumi; vive anche nei laghi di pianura e nei bacini artificiali. È gregaria e si alimenta preferibilmente di macroinvertebrati bentonici e residui vegetali. Gli sciami si dispongono a profondità variabili in base alla temperatura e alla luminosità dell’acqua. I giovani frequentano abitualmente i litorali, gli adulti sono soliti soffermarsi in acque più superficiali durante l’state ed in acque più profonde durante l’inverno. La ricerca del cibo sul fondo avviene utilizzando la bocca protrattile per “soffiare” sul fondo e sui detriti in modo da esporre le proprie prede che sono rappresentate per la maggior parte da larve di insetti (chironomidi in particolare), anellidi, crostacei e piccoli molluschi. L’accrescimento è piuttosto lento e la maturità sessuale è raggiunta in 3-5 anni di età. La riproduzione è collettiva ed avviene in acque litorali basse con molta vegetazione nel periodo tra maggio e giugno.

Stato di conservazione: è una specie alloctona caratterizzata da un’ampia adattabilità e tolleranza in grado di sopravvivere anche in condizioni di forte compromissione della qualità delle acque; ciò gli consente di competere con successo con molti dei nostri Ciprinidi autoctoni.