Barbus plebejus

Caratteristiche: Linea laterale con 49-82 squame con 12-18 file al di sopra e 8-12 al di sotto; pinna dorsale con 9-10 raggi di cui il primo indiviso; pinna anale con 6 raggi di cui il primo indiviso; denti faringei tri-seriati. Lunghezza massima fino a 70 cm; peso fino a 4 kg.

Descrizione: si riconosce facilmente dalla caratteristica bocca infera munita di 4 bargigli, di cui la coppia posteriore è nettamente più lunga di quella anteriore; il corpo è affusolato, con la parte ventrale quasi rettilinea e quella dorsale decisamente incurvata; è ricoperto da squame piuttosto grandi, tuttavia più piccole di quelle del barbo canino. Il capo è alquanto allungato, gli occhi sono piccoli, scuri, rivolti leggermente verso il basso. Il dorso è bruno scuro o bruno-verdastro, i fianchi sono in genere dello stesso colore con riflessi dorati, il ventre biancastro, anche se si notano sfumature cromatiche secondo l’ambiente in cui vive. Le pinne sono grigiastre o brune, ma durante il periodo della frega possono assumere sfumature rosse o arancio. Sono presenti numerose piccole macchie brune su tutto il corpo ed in particolare sulla pinna dorsale e su quella anale.

Pesce Barbo Comune

Biologia: il barbo comune è una specie tipica dell’Italia, escluse le isole, e della Dalmazia (Tortonese, 1970). predilige le acque di fondovalle o dell’alta pianura, correnti e limpide, poco temperate, a fondo ghiaioso, sassoso o sabbioso, preferibilmente con portate idriche medio-alte; è un ottimo nuotatore, ed è facile notarlo in corrente od in prossimità di massi o piloni sommersi dove l’acqua crea dei vortici. È una specie gregaria, che forma branchi di numerosi individui. È un pesce di fondo che fruga, soprattutto di notte, tra i ciottoli alla ricerca di cibo, aiutato dai barbigli che hanno anche una funzione tattile. Le sue prede sono costituite da vermi, molluschi, larve di insetti, uova ed avannotti di altri pesci e talvolta da detriti vegetali. Trascorre l’inverno in uno stato di semi-letargo, di solito protetto in buche profonde. La riproduzione avviene da aprile agli inizi di luglio a seconda delle zone, su fondali ghiaiosi o sabbiosi; la femmina depone fino a 20 mila uova di piccolo diametro, leggermente adesive, che possono essere fecondate anche da più maschi. Subito prima del periodo riproduttivo, il barbo è in grado di compiere notevoli spostamenti, a volte spostandosi anche per decine di chilometri, alla ricerca dei luoghi adatti alla frega.

Distribuzione e tendenza demografica: Il barbo comune è una specie autoctona, con una buona diffusione a livello nazionale. E’ considerato specie “quasi a rischio”, in quanto negli ultimi anni ha subito una diminuzione di areale soprattutto a causa delle modifiche apportate dall’uomo ai corsi d’acqua.