Carassius auratus

Caratteristiche e descrizione: Con il generico termine di carassio si indicano in genere pesci appartenenti a 2 diverse specie: il carassio dorato Carassius auratus ed il carassio comune Carassius carassius. Le due specie presentano biologia e caratteristiche molto simili tanto da rendere assai difficile la distinzione che può avvenire con certezza sulla base dell’analisi del numero di branchiospine del primo arco branchiale che nel carassio comune (23-35 ) è minore rispetto a quello del carassio dorato (39-50). Assolutamente privo di valore è invece il riconoscimento effettuato sulla sola base del solo colore del corpo in quanto il carassio dorato, nella sua forma selvatica o rinselvatichita, è grigio verdastra e quindi simile a quella del carassio comune Il carassio è un pesce estremamente polimorfo: esemplari di forma allungata si rinvengono in acque ferme mentre nei grandi laghi e nei fiumi si possono trovare individui assai tozzi. La bocca è piccola, priva di barbigli, le labbra sono poco carnose; il corpo è ricoperto da grosse squame lucenti; la pinna caudale ha gli apici leggermente appuntiti.

Il colore del dorso è brunastro, i fianchi ed il ventre sono giallastri con riflessi scuri. La lunghezza massima raggiunge i 50 cm; mentre il peso arriva fino a 1,8 Kg.

carassio

Biologia: Il carassio è un pesce dotato di eccezionali capacità di adattamento e resistenza alle più avverse condizioni ambientali. Sopporta livelli di inquinamento organico altissimi, letali per la maggior parte delle altre specie ittiche presenti nelle nostre acque, è in grado di sopportare variazioni di temperatura comprese fra 0°C e +35°C e più; vive anche in acque con concentrazioni di ossigeno inferiori ad 1 mg/l. Questo insieme di prerogative gli permettere di competere con successo con molti altri Ciprinidi che condividono la sua stessa nicchia ecologia; particolarmente penalizzate dalla sua presenza sono la carpa e la tinca con la quale il carassio instaura una serrata competizione trofica ed ambientale.

Stato di conservazione: originario dell’Asia centro meridionale, il carassio ha ormai colonizzato tutte le regioni italiane divenendo l’esempio più tipico della dannosità che deriva dall’immissione nelle acque interne di specie alloctone.