Padogobius martensi

Caratteristiche: 29-43 squame lungo la linea laterale; prima dorsale con 6 raggi indivisi molto raramente 5 o 7; seconda dorsale con 1 raggio spiniforme seguito da 9-10 raggi divisi; pinna anale arrotondata con 1 raggio duro seguito da 6-8 raggi molli divisi. Lunghezza massima fino a 10 cm; peso fino 12-15 g.

Descrizione: la forma e l’aspetto sono simili a quelle del ghiozzo di ruscello da cui si differenzia soprattutto per la diversa colorazione. Il colore di fondo è infatti bruno o bruno-verde; l’addome è invece più chiaro biancastro o giallognolo; sul dorso e sui fianchi possono essere presenti delle bande più scure che scendono fino ai fianchi. Caratteristica è inoltre una macchia nera ben evidente posta all’apice superiore delle pinne pettorali. La prima pinna dorsale presenta una larga banda grigia, mentre il bordo esterno rimane chiaro. I maschi in attività riproduttiva assumono una livrea più scura.

ghiozzo

al Veneto, dove vive sia nei laghi che nei fiumi, torrenti, canali e fossati (Tortonese, 1975). Risulta diffuso sia nelle acque della fascia collinare che in quelle di pianura della provincia. Il ghiozzo padano è competitivamente superiore al panzarolo, con il quale può trovarsi in simpatria (Marconato et al., 1986). Vive in un’ampia gamma di ambienti che vanno da quelli lotici di molti torrenti della fascia pedemontana a quelli tipicamenti lentici di molti canali; diffusissimo è inoltre in tutta la fascia delle risorgive dove in molti casi è la specie numericamente dominante. Vive di regola in piccoli branchi su fondali preferenzialmente ciottolosi anche se in qualche caso, colonizza anche substrati sabbiosi o fangosi purché in presenza di discreta copertura vegetale acquatica. È una specie spiccatamente territoriale ed ogni individuo difende strenuamente il proprio territorio non permettendo l’ingresso dei propri simili; l’unica eccezione a questa abitudine si nota soltanto nel periodo riproduttivo (da maggio a luglio) quando i maschi attirano, anche mediante l’emissione di infrasuoni, le femmine nella propria porzione di fondale; dopo la deposizione e la fecondazione delle uova i maschi allontanano immediatamente la femmina e provvedono a vigilare le uova sino alla schiusa. I giovani nati si spostano abbastanza velocemente dal territorio del genitore e dopo una breve fase di socialità manifestano precocemente la tendenza territoriale, colonizzando le aree marginali delle zone occupate dagli adulti. La dieta è costituita essenzialmente da invertebrati di fondo, detriti vegetali ed uova di pesci. Questo ghiozzo è attivamente predato da numerose specie carnivore di pesci ossei.

Stato di conservazione: il ghiozzo padano è una specie endemica del bacino padano – veneto che è stato trasferito ed è ora presente nell’area della provincia di Rieti.