Tinca tinca

Caratteristiche: 90–120 piccole squame lungo la linea laterale, coperte da uno spesso strato di muco; pinna dorsale con 12-13 raggi divisi e quella anale con 9-12 raggi divisi; lunghezza fino a 70 cm; peso fino a 8 kg.

Descrizione: la tinca è un pesce quasi inconfondibile: il corpo si presenta tozzo, ma non incurvato come quello della carpa, coperto di abbondante muco che le conferisce un aspetto viscido. Il colore di fondo è bruno-verdastro, il ventre può essere giallastro o bianco; le pinne sono brunastre con margini arrotondati; la pinna caudale è quasi dritta. Il capo è di aspetto massiccio, la bocca, protrattile, è provvista di due corti barbigli ai lati; l’occhio è di colore rossastro. Esiste un certo dimorfismo sessuale, che si evidenzia a partire dal secondo anno d’età, quando le pinne ventrali dei maschi si sviluppano fino a raggiungere, piegate, l’ano con la chiara funzione di guidare, durante la fecondazione, il liquido seminale verso le uova.

Tinca Pesce

Biologia: la tinca è una specie diffusa nei fiumi di pianura, negli stagni e nei laghi d’Europa e dell’Asia settentrionale; in Italia è autoctona. È un tipico pesce di fondo; vive preferenzialmente acquattata sui fondali fangosi, dai quali si muove alla ricerca di cibo soprattutto nelle ore serali e notturne. Durante l’inverno resta sprofondata nel fango in uno stato di semi-letargo riprendendo l’attività solo ai primi tepori della primavera; durante l’estate si riporta a volte in superficie, soprattutto nelle vicinanze delle piante acquatiche. La riproduzione avviene principalmente nel periodo compreso fra maggio e luglio; la femmina depone in acque tranquille e poco profonde, fra la vegetazione, un elevatissimo numero di piccole uova (sino ad 800 mila) in più riprese. La schiusa avviene nel giro di una settimana e gli avannotti rimangono attaccati alle piante acquatiche sino al completo assorbimento del sacco vitellino. La crescita è piuttosto lenta la maturità sessuale viene raggiunta in 2 anni dai maschi ed in 3-4 dalle femmine, a seconda degli ambienti in cui si trova. L’alimentazione della tinca è costituita principalmente da macroinvertebrati, soprattutto da larve di chironomidi e molluschi.

Stato di conservazione: specie che a livello regionale è considerata “quasi minacciata”, poiché presenta una generale tendenza al decremento numerico ed a una diminuzione areale.