Rutilus eritrophtalmus

Caratteristiche: 35-41 squame lungo la linea laterale, pinna dorsale con 11-13 raggi completi e pinna anale con 11-14; generalmente 5 denti faringei per lato, meno frequente 4 o 6; lunghezza massima fino a 20 cm; peso fino a 150 g.

Descrizione: si tratta di una specie a lungo confusa con la rovella dalla quale è stata chiaramente distinta solo in epoca assai recente (Zerunian, 1982).

La colorazione risulta abbastanza variabile, il dorso è in genere bruno-oliva o grigiastro, i fianchi sono invece di colorazione bianco-argentea, attraversati da una evidente banda di colore scuro che tende a sfumare verso il margine superiore in una sottile linea verde-dorata.

Le pinne sono generalmente incolori; l’inserzione della pinna dorsale risulta essere a livello delle ventrali; il peduncolo caudale è sottile; l’iride è di un caratteristico colore rosso o rosso-giallastro; la bocca è in posizione leggermente sub-terminale.

triotto

Biologia: il triotto è una specie autoctona della regione padano-veneta ed immesso in alcuni bacini delle regioni centrali (Gandolfi & Zerunian, 1987). Si tratta di un ciprinide che predilige acque tranquille, a bassa velocità di corrente. Si dimostra in grado di adattarsi bene alle diverse condizioni ambientali, colonizzando tutta la zona del potamon, sino ai limiti delle acque salmastre. È ben distribuito anche nella zona delle risorgive ed in molte acque stagnanti.

È un pesce di indole gregaria, vive in piccoli branchi per lo più lungo le rive dei corsi d’acqua con presenza di vegetazione sommersa e/o emergente.

L’alimentazione è piuttosto varia ed è costituita sia da piccoli invertebrati bentonici che da materiale di natura vegetale.

La riproduzione avviene in un periodo di tempo piuttosto ampio che va da maggio ad agosto, anche se i mesi principali sembrano essere giugno e luglio.

Durante la riproduzione i maschi sfoggiano numerosi tubercoli nuziali di diverse grandezze sul corpo e sulle pinne; le uova, da 50 mila a 100 mila per femmina, sono molto piccole (1,5 mm o meno) e sono deposte di solito fra le idrofite ed aderiscono alle piante, alle pietre o alle rocce. Le larve si schiudono dopo pochi giorni.

Distribuzione e tendenza demografica: questo ciprinide è uno dei pochi pesci autoctoni Italiani a non essere incluso tra i pesci a rischio. E’ infatti classificato come “quasi a rischio” nella lista rossa nazionale. Presenta una buona distribuzione nelle sue aree di origine, cioè l’area della pianura Padana. Inoltre grazie alle immissioni ha espanso il proprio areale di distribuzione.